RaffaeleGi

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È on line Take the Date, la piattaforma che segnala tutti gli eventi politico/economici che si svolgono in Italia

 

È on line da oggi il sito web takethedate.it (http://www.takethedate.it), il nuovo prodotto di Nomos Centro Studi Parlamentari. La piattaforma, unica nel suo genere, segnala tutti gli eventi istituzionali che si tengono in Italia.

Ogni giorno, nel nostro Paese si tengono centinaia di convegni, conferenze stampa, eventi istituzionali,  presentazioni di libri sui più disparati argomenti, pubblicizzati sui siti web degli organizzatori, sui social, sulle agenzie di stampa, sulla carta stampata, sulla stampa specializzata e tramite massicci invii di mail. Non esiste, quindi, un’unica fonte centralizzata da cui attingere le informazioni su tutti gli eventi in svolgimento.

Takethedate.it nasce quindi dall’esigenza di avere, su un’unica piattaforma, tutte le informazioni relative agli appuntamenti di rilievo, istituzionali innanzitutto, su tutti gli argomenti che si svolgono in Italia, compresi anche i corsi di aggiornamento, gratis o a pagamento, e le presentazioni di libri che trattino di politica e di economia.

Sul sito gli eventi sono divisi per categorie. Tra le più importanti, energia, ambiente, sanità, politica, TLC, pubblica amministrazione, lavoro, trasporti. Attraverso una semplice ricerca è possibile trovare gli eventi per data, parola chiave, relatore o città dove si svolge l’evento. Take the date è uno strumento indispensabile per gli uffici stampa, i giornalisti, i politici e i parlamentari, gli assistenti parlamentari, i lobbisti, le aziende, le associazioni  e gli organizzatori di corsi.

Iscrivendosi alla piattaforma è possibile segnalare i propri eventi con lo strumento INSERISCI UN EVENTO. In pochi click l’appuntamento verrà inserito nel sito e, se validato, potrà essere pubblicizzato gratuitamente su Take The Date.

Ogni venerdì pomeriggio, infine, tutti gli utenti iscritti alla newsletter riceveranno una mail personalizzata sui principali eventi futuri. Per iscriversi al servizio di newsletter settimanale è sufficiente inserire la propria mail e selezionare una o più categorie di interesse, scegliendo tra Politica, Economia, Energia, Ambiente, Sanità e Corsi.

Tutti i servizi di Take The Date, dalla ricerca all’iscrizione alla newsletter fino all’inserimento e la pubblicizzazione degli eventi, sono gratuiti.

Take the date è un progetto di Nomos Centro Studi Parlamentari  (http://www.nomoscsp.com), una delle principali realtà italiane nel settore delle Relazioni Istituzionali, del Public Affairs e del Lobbying. Fondato nel 1993, NOMOS è uno dei primi studi italiani specializzati nella comunicazione con le Istituzioni.

 

#Leggelettolare: quando la tendenza fa notizia (anche se è errata)

Mi hanno segnalato che venerdì sera durante la trasmissione Propaganda Live di Zoro su La7 è stato ripreso un mio tweet del 12 ottobre sul refuso, diventato tendenza, che annunciava l’approvazione della legge elettorale denominata Rosatellum 2.0.

Ci sono stati tanti politici e tantissima gente comune che ha cinguettato l’hashtag incriminato. Un refuso che ha scalato la classifica delle tendenze posizionandosi al primo posto delle parole più scritte su Twitter. E così #LeggeElettolare ha spopolato mentre il Parlamento approvava la nuova legge elettorale alla Camera.

E allora rifaccio la stessa domanda dell’altra sera: ma come è possibile che migliaia di persone non si rendono conto che la parola contiene un refuso? Ed ecco la risposta che mi sono dato anche l’altra sera.

Sui social la comunicazione è drogata

Uso impropriamente il concetto fisico del drogaggio. Se non sapete di cosa sto parlando, eccovi un trafiletto di Wikipedia:

Con il termine drogaggio, nell'ambito dei semiconduttori, si intende l'aggiunta al semiconduttore puro ("intrinseco") di piccole percentuali di atomi non facenti parte del semiconduttore stesso allo scopo di modificare le proprietà elettroniche del materiale. Il drogaggio in genere aumenta la conducibilità elettrica del semiconduttore. Un drogaggio pesante può fargli assumere proprietà elettriche simili a quelle di un metallo (in tal caso verrà chiamato "semiconduttore degenere")

Le caratteristiche elettriche dei semiconduttori possono essere variate e controllate aggiungendo piccole quantità di impurità, dette sostanze droganti. Quest’operazione è detta drogaggio.

E cosa c’entra il drogaggio dei semiconduttori con il refuso #LeggeElettolare?

Ho analizzato i tweet con questo hashtag e sono andato a ritroso nel tempo per capire da chi era partito l’errore. Mi sono reso conto che molti tweet risalgono a prima del 12 ottobre, giorno in cui l’hashtag è diventato tendenza. E si è partiti davvero con un refuso! Fino a quando non è diventato una tendenza nazionale, il refuso è stato effettivamente un errore di distrazione.

Ad un certo punto però il refuso è stato scoperto. Ma come mai abbiamo continuato a twittare l'errore?

Poi però è successo l’irreparabile: molti politici e qualche agenzia di stampa hanno iniziato a usare l’hashtag con refuso. Perchè? Facile! Qualcuno invece di dare la notizia ha fatto uno studio degli hashtag per vedere quale era il più utilizzato in quel momento. Errore o no, sui social si ragiona (purtroppo) in questo modo: se si vuole arrivare a più gente è necessario usare quell’hashtag. Da quel momento però c'è stato un  effetto valanga: tutti hanno utilizzato #leggeElettolare, compresi i maggiori stakeholder dell’informazione.

Capite ora cosa intendo per drogaggio dell’informazione?

Nel momento in cui l’hashtag è diventato tendenza anche se tanti si sono accorti dell’errore non si è potuto tornare indietro: il danno era fatto ma se si voleva un minimo di visibilità (e di click) non si poteva non utilizzare quell’hashtag. E parliamoci chiaro, l’ho fatto pure io. Se avessi twittato l’hashtag giusto non sarei mai stato ripreso da Propaganda Live ;)

Alcune regole per aumentare le vendite del vostro ecommerce

Chiudo il negozio e mi apro un ecommerce. Risparmio sull’affitto e il magazzino e il mio guadagno sarà tutto pulito. Diventerò ricco in pochi mesi. È questo più o meno quello che pensa il classico proprietario di un negozio. Che sia di mobili, cappelli o sedie impagliate il risultato non cambia. Via di corsa a disdire i contratti di affitto e benvenuto al sito ecommerce. Purtroppo però se dietro non c'è una corretta strategia di marketing il risultato può essere davvero scarso. Mi è già capitato di avere a che fare con imprenditori che, dopo aver investito soldi per la creazione di un ecommerce, si sono ritrovati con un bassissimo numero di prodotti venduti.

E allora cerchiamo di rispondere alla domanda: perchè il mio ecommerce non vende?

L’ecommerce ha pochi visitatori

Costruire un ecommerce è importante, ma se non si investono soldi nella sua promozione come potete pensare che un utente arrivi al vostro store on line?

L’ecommerce non è affidabile

Voi comprereste su un sito web non sicuro o da uno che non ha integrato PayPal? Io sinceramente no. E allora come potete pensare di vendere se non offrite al cliente servizi di reso, pagamenti sicuri con carta e moneta elettronica?

L’ecommerce non è competitivo

Amazon e Zalando solo due tra i maggiori colossi dell’ecommerce. E se ci pensate bene sono gli stessi competitor che avevate con un negozio fisico. A questi mostri sacri è difficile fare concorrenza, perdereste di sicuro.

E allora, abbiamo perso in partenza? Che senso ha aprire un ecommerce?

La risposta è molto semplice. Dipende da quanto volete investire, in termini di soldi e tempo, sul vostro progetto on line. Se pensate che basta aprire l’ecommerce per vedere il vostro portafogli crescere vi consiglio di rinunciare in partenza. Se invece avete voglia e tempo, i risultati potrebbero essere decisamente buoni.

Ecco qualche consiglio per aumentare le visite e le vendite sul vostro ecommerce

Fatevi conoscere

Aprite un blog parallelo al vostro ecommerce e che parla dei prodotti che vendete. Descriveteli, recensiteli, parlatene sul web. Il cliente apprezza queste forme di “cortesia”. Lavorate sulle immagini e pubblicatele sui social (Facebook e Instagram). Usate Twitter e WhatsApp per fare costumer care. Pubblicate giornalmente

Ottimizzate la SEO del vostro ecommerce

Molti visitatori arriveranno tramite Google. Ottimizzate quindi il codice html. Tenete sempre a mente che tag title, h1 e h2 sono le posizioni dove inserire le keyword più importanti, per permettere ai motori di ricerca di individuare velocemente il tema che state affrontando, o il prodotto/servizio che state proponendo sul vostro ecommerce.

Aumentate la competitività del vostro ecommerce

Azzerate i prezzi di spedizione, diminuite i tempi di spedizione, rispondete subito alle domande (lecite) dei vostri clienti.

Siate chiari sulle spedizioni, resi e rimborsi del vostro ecommerce

Reso gratuito, soddisfatti o rimborsati, ed elementi di questo tipo possono fare la differenza nella decisione di acquisto di un utente. Accertatevi che i visitatori del vostro sito possano vedere e capire facilmente le vostre politiche di garanzia di soddisfazione.

Le promozioni del vostro ecommerce

Aggiornate sempre i listini, create codici sconto e pubblicizzateli sui social, controllate sempre che non ci siano prodotti esauriti.

Fake news e cattiva informazione scientifica: come ci possiamo proteggere?

Durante la Settimana della Scienza organizzata da Frascati Scienza sono stato invitato al corso Science Data Journalism School di Giornalisti Nell’erba per parlare di fake news in campo scientifico. Bufale, fake news in questioni scientifiche (e ambientali) sono frequenti. Perché si prestano…. ? Perché non c’è cultura scientifica? E allora come fare in modo che lettori, utenti, cittadini crescano in consapevolezza, o meglio in capacità critica? Quale linguaggio usare? Quali innovazioni nell’informazione scientifica possiamo ritenere efficaci?

Ho iniziato la mia chiacchierata con una breve carrellata di notizie quantomeno “bislacche” che ho reperito molto facilmente sul web e sui social (Facebook in primis…).

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Cosa sono le fake news

Sono poi passato a definire una fake news. Se ne sente parlare fin troppo spesso ultimamente; ma cosa sono? Una fake news è una notizia prodotta utilizzando false informazioni allo scopo di produrre condivisioni e trarne vantaggio economico. Molti non si rendono conto di quanti soldi si possono guadagnare al giorno con un sito di fake news. Ma basta guardare il numero di banner pubblicitari che di solito accompagnano il sito incriminato e il numero di condivisioni di una fake news per capire  la quantità di soldi che si possono ricavare.

Fake news vs Cattiva informazione

Specialmente in ambito scientifico però il confine tra fake news e cattiva informazione scientifica è molto labile. Facciamo un esempio: da una ricerca preliminare su 100 ultra ottantenni malati di cancro si scopre che nella vita hanno bevuto tutti caffè e solo una parte ha fumato sigarette. Allora qualche giornalista alla ricerca di qualche scoop acchiappa click pubblica che il caffè provoca il cancro. Giusto? Sbagliato? Sicuramente il dato non è attendibile, ma poco importa…

L’informazione sui social network

Il problema è prendere per oro colato tutto quello che si legge sul web e sui social in particolare. Secondo un rapporto dell’Università di Stanford condotto su 8000 teenager, l’82% non sa distinguere sui social tra una notizia vera e una inventata. Sembrano dati campati in aria, ma provate a navigare sui profili di molti nativi digitali e capirete che questi dati non sono poi così tanto errati. E se l’errore lo compiono loro, decisamente più “istruiti” dal punto di vista social, pensate cosa può succedere quando una fake news arriva a chi è più navigato nell’età…

L’informazione sui social network

Questo produce delle brutture cosmiche. Guardate questo post secondo cui Eco avrebbe fatot un clamoroso endorsement al SI al referendum di dicembre 2016. Purtroppo però Umberto Eco era molto diversi mesi prima

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Perché crediamo alle fake news

Allora la domanda nasce spontanea. Ma perchè crediamo alle fake news? Io ho trovato almeno tre motivi:

  • La realtà in cui viviamo quotidianamente è complicata e il nostro cervello ha bisogno di spiegazioni semplici. Ho mal di testa? Colpa delle scie chimiche.
  • Le notizie a cui crediamo sono quelle che soddisfano i nostri pregiudizi. Sono razzista, è logico che penserò che il meningite me l’hanno mischiata gli immigrati.
  • Vengono toccati temi su cui siamo particolarmente vulnerabili, come le malattie. In questo caso, il bisogno è quello di nutrire la speranza. Se un parente, un amico, una persona cara ha un cancro allo stomaco e tu leggi che acqua e bicarbonato  lo fa passare non puoi non condividerlo. Faresti di tutto per farglielo sparire…

Il ragionamento Motivato

Si possono racchiudere questi tre motivi in un unico grande principio, quello del ragionamento motivato. Le persone selezionano le informazioni secondo una opinione ritenuta valida, rimanendo quindi attaccati a ciò a cui già si pensa. Non sono i fatti a convincerci di qualcosa, ma i nostri preconcetti e le opinioni precedenti a dare significato i fatti stessi. Andiamo proprio alla ricerca solamente di quei fatti che possono rafforzare le nostre convinzioni.

Come curarsi dalle fake news?

I filtri anti fake news: I social stanno correndo ai ripari oscurando tramite algoritmi pagine e link sospetti.  Con tutto quello che di negativo ne può conseguire quando un algoritmo prende in mano la situazione. Lo sapete che per qualche giorno Lercio è stato completamente oscurato dall’algoritmo anti fake news di Facebook? È in atto anche una sperimentazione con filtri manuali anti bufale. In questo caso sono gli utenti ad “avvisare” il social che la notizia è quntomeno non attendibile… staremo a vedere i risvolti futuri.

I motori di ricerca dovrebbero eliminare dai risultati di ricerca gli studi ritrattati

Molti associano il web alla libertà di espressione. Ma credo sia quantomeno giusto fare in modo che studi scientifici RITRATTATI vengano oscurati dai risultati dei motori di ricerca, Google in primis. Lo studio di Wakefield del 98 sulla correlazione tra autismo e vaccini è ancora disponibile in rete e conta ogni giorno centinaia di download.

Maggior dialogo tra giornalista e ricercatore

Perché il giornalista  ha perso quel bel vizio di chiamare il ricercatore che ha fatto uno studio per farselo spiegare meglio? Un giornalista deve saper scrivere di tutto ma non deve sapere di tutto, sarebbe impossibile!  Allo stesso modo il ricercatore deve saper raccontare meglio il suo lavoro. Perché se è sicuramente bravo a fare ricerca, non sempre è bravo a saperla comunicare

 

ps. Io non sono un esperto di fake news, per cui per realizzare le slide e prepararmi al meglio alla chiacchierata ho studiato su diversi siti. Eccoli:

http://www.rivistamicron.it/temi/fake-news-scientifiche-di-chi-e-la-responsabilita/

http://www.illibraio.it/bufale-scientifiche-533142/

http://francescaungaro.it/2017/07/13/crediamo-alle-bufale-sul-web-faticando-di-cambiare-idea/

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-12-20/fare-soldi-le-bufale-ecco-come-guadagnano-siti-notizie-fake-172031.shtml?uuid=ADgonRHC

https://www.wired.it/scienza/lab/2016/12/09/le-migliori-bufale-scientifiche-del-2016/

 

Notte europea dei ricercatori 2017: la scienza è tutta intorno a noi!

La scienza è tutta intorno a noi! È talmente scontato che quasi ormai non ci facciamo più caso, ma basta ripensare alla nostra giornata per renderci conto di quanto siamo legati a doppia mandata alla scienza e ai derivati della ricerca scientifica. Le scarpe che indossiamo, la macchina che guidiamo, lo smartphone di cui non possiamo fare a meno, il cibo che mangiamo; sono tutti risultati della ricerca e dello sviluppo della tecnologia.

Ma quante volte al giorno pensiamo davvero a come avvengono le cose che ci circondano? Come funziona l’elettrodomestico di cui non possiamo più fare a meno? E quali leggi fisiche ci permettono di vedere? Probabilmente quasi mai. La scienza ci circonda, risolve problemi, ci pervade dentro e fuori come organizzazione complessa di cellule. Solo che a volte tendiamo a dimenticare questo importante passaggio e allora iniziamo a dare tutto per scontato e nella peggiore delle ipotesi ci lamentiamo dei (pochi) fondi che vengono stanziati alla ricerca.

In Italia infatti il finanziamento che viene dato alla ricerca come parte del prodotto interno lordo è del 22% inferiore alla media europea. Tutto questo nonostante l’Italia ha in media un numero di ricercatori più basso rispetto a quella europea ma produce un numero di pubblicazioni per 1000 ricercatori maggiore del 38% della media europea. Della serie: investiamo poco ma lo facciamo bene.

La Notte europea dei Ricercatori

E allora ben vengano le manifestazioni di comunicazione scientifica che cercano di avvicinare il grande pubblico ai ricercatori e al mondo scientifico.

Tra queste la Notte Europea dei Ricercatori è sicuramente una delle più importanti manifestazioni che oggi coinvolge centinaia di città in tutto il Continente. Tutto nasce nel 2003, quando su iniziativa della Commissione Europea gli Stati Membri, le regioni e le singole città decidono di organizzare eventi che mettano in contatto i cittadini e i ricercatori stessi, direttamente nelle piazze, per fare capire cosa sia veramente la ricerca, a cosa serva e come sia il lavoro del ricercatore. La prima edizione si è tenuta nel 2005 e da allora il progetto si è ampliato sempre di più con un successo dopo l’altro fino all’edizione 2016 che ha visto la partecipazione di migliaia di ricercatori in circa 300 città europee, molte delle quali in Italia.

 La manifestazione ha l’obiettivo di avvicinare i ricercatori ai cittadini di tutte le età e di evidenziare l’importanza e l’impatto positivo della ricerca nella vita quotidiana. Un’opportunità per creare un legame tra scienza e società, per un confronto/dibattito continuo su temi cruciali della ricerca scientifica. Un’occasione, inoltre, per far incontrare i giovani e i ricercatori, per comprendere da vicino questo affascinante mestiere in grado di cambiare concretamente le nostre vite, diventare anche solo per un giorno ricercatore divertendosi e scoprendo discipline scientifiche e, perché no, restare affascinati dalla carriera scientifica pensando un giorno di intraprenderla.

Ma quando è la Notte Europea dei Ricercatori? Ogni anno la festa dei ricercatori si tiene durante l’ultimo venerdì di Settembre. Quest’anno quindi la Notte europea dei Ricercatori si terrà contemporaneamente in tutta Europa il 29 Settembre

La Notte europea dei Ricercatori di Frascati Scienza

In Italia l’evento che coinvolge più città è coordinato da Frascati Scienza. Sarà preceduto dal consueto appuntamento con la Settimana della Scienza che si svolgerà dal 23 al 30 settembre 2017 con un calendario ricco di eventi e aperitivi scientifici, incontri con i ricercatori, conferenze e visite nei più autorevoli centri di ricerca italiani.

Quest’anno il filo conduttore della manifestazione organizzata da Frascati Scienza è il Made in Science, per una scienza intesa come vera e propria ‘filiera della conoscenza’. Tutto quello che ci circonda è scienza e lo strumento essenziale per conoscere, spiegare e interpretare il mondo è proprio il metodo scientifico. La ricerca scientifica è molto più vicina a noi di quanto possiamo immaginare. La Notte Europea dei Ricercatori e Frascati Scienza vogliono ricordarci quanto dobbiamo, ogni giorno, a chi vi si dedica, a chi vi lavora, a chi costruisce giorno dopo giorno l’innovazione ed il futuro. 

Per informazioni sulla manifestazione https://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2017

 

 

 

 

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